"RACCONTAMI UNA STORIA"
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Dal monte Giancaldo di Bagheria, in una delle mie mattine erranti, osservo Solunto, città antica di origine fenicia, ed oltre, sul mare, come sollevate da una nuvola fiabesca si mostrano ai miei occhi due isole in lontananza. Quella a sinistra è Ustica. Il cielo si accende del rosso del sole ed infiamma il mio cuore nel freddo mattino. Voglio rifare presto simili esperienze... Voglio fare foto!
Dedicato all'uomo che ogni mattina parte alla conquista di nuove esperienze e va a varcare le nuove rotte ed i nuovi itinerari da ricordare. Ad accompagnarlo il solito alito di vento che si fa più freddo al mattino e assente nel pomeriggio, uccelli per il cielo e pesci nel mare, ed un sole che si fa arco nel cielo del giorno.
Regolamento:
Il primo giocatore inizia il suo post con il titolo "Cinque mie strane abitudini" e le persone che vengono invitate a scrivere devono a loro volta riportare questo regolamento.
Alla fine del post si devono indicare altre 5 persone, non dimenticando di lasciar loro un commento nel blog o nel journal con scritto "sei stato scelto".
Cinque mie strane abitudini:
1) Ogni volta che esco e rientro in casa porto libri....
2) Vedo e rivedo in maniera (quasi) ossessiva i film che mi piacciono...
3) Amo spesso uscire di notte con qualsiasi tempo per andare a fotografare...
4) Quando parlo con altri sostengo le mie tesi in maniera molto animata risultando alle volte insensibile (non penso sia vero)...
5) Mi piace camminare a piedi e perdermi fra le mi fantasie
Le persone che scelgo sono: Gdesign75, ventosulcuore, ilrene, reginadicarta, Agatha75.
La classica usanza delle feste meridionali dei paesi era ed è quella di passeggiare con il "coppo" , foglio di carta avvolto a mo' di cornucopia, per contenere i semi tostati (scacciu). Questa è una venditrice di semi tostati che, con la naturalezza che il tempo le ha dato nello svolgere questo lavoro, si apprestava a vendermi il cibo-passatempo. Perchè alla fine è questo, lo scacciu: l'antico pop corn dei meridionali. Quando osservo questa foto mi ritorna alla mente non un' immagine, bensì una sensazione, un'atmosfera... l'atmosfera delle serate d'inverno accompagnate dal braciere, dalle caldarroste ed il "cuntu", ossia il racconto che gli anziani narravano ai bimbi per farli stare buoni... Chissà in quanti ormai avranno vivi questi ricordi... Il tempo, con le sue folate di vento, ha cancellato tante parole proferite nella quiete di una serata, che facevano spalancare gli occhi degli infanti.
Una notte d'estate di qualche anno fa, mentre tornavo dal lavoro, vidi quest'uomo dormire davanti l'ingresso del palazzo municipale. E' un'immagine che mette tristezza... Lo schiavo della bottiglia dormiva assopito in un suo mondo di pensieri felici o nefandezze. Spero che abbia rotto questa catena che lo teneva legato alla bottiglia e che abbia usato quest'ultima per contenere un foglio pieno di desideri. E chissà se non l'avesse poi buttata al mare ed in capo al foglio ha voluto scrivere: Voglio ricominciare a sognare!
Ore 13,00 di qualche anno fa, località Aspra, frazione di Bagheria... Era d'estate e faceva un caldo atroce. Siccome tutti i manuali e riviste di fotografia scoraggiano di fotografare a quell'ora, consapevole di cio' e volendo portare qualche scatto a casa, mi è venuto in mente di azzardare 1/2000 di sec a f 22... Un uomo in mezzo al mare intento ad azionare il motore della sua barca tra i mille barbagli di stelle...
Un consiglio per la fuga dalle città... Andate nei parchi naturali e troverete nuove sensazioni e stati d'animo.
Tra i fiumiciattoli del parco del cilento ho scorto una libellula su una roccia e la sensazione è stata abbastanza forte. E' una delle foto che mi piace rivedere di piu'. Forse perchè immaginavo di osservare il mondo con i suoi piccoli occhi. Un altro punto di vista: l'esistenza "naturalmente" spensierata del mondo animale. Punti di osservazione strategica... (Mi viene in mente adesso una famosa foto di un grillo sul muretto d'attico di un grattacielo)
Fonte di ispirazione anche il riflesso di quest'albero sul fiume... mi ricordava un po' l'arte di Monet.
Mi ostino a consigliare di ricominciare a vedere con gli occhi, ma con gli occhi della mente. Qualche giorno fa in un commento lasciatomi da un'amica archeologa si parlava della storia, radice dell'albero-uomo... do' pienamente ragione a questa visione, che risulta anche poetica ai miei occhi.
Qualche anno fa mi trovavo a Piana degli Albanesi, un piccolo paese della provincia di Palermo, andavo in giro per catturare qualche immagine. Mi trovavo vicino ad un vecchio arco con una fontanella: bello da fotografare; ma fui attirato da un'altra immagine. Era una donna che stendeva i panni aiutandosi con una canna. Quindi ho mirato attraverso la mia Nikon F3 ed ho scattato. Questo è il risultato!
La immagino sempre li', anche se già di tempo ne è trascorso, ma per me lei rimane in quel frammento di storia antica a stendere quei panni al sole.
Questa foto rappresenta la ferratura delle ruote del carretto siciliano. Devo ringraziare Mastro Giovanni Accomando per essersi prestato ed avermi invitato a prendere parte a questo evento. Perchè ormai è un evento in tutti i sensi... Certo lui ha avuto la possibilità di essere fotografato e ripreso da personaggi illustri (Ferdinando Scianna e Giuseppe Tornatore). Il mio non è un nome noto, ma penso di aver fatto qualche scatto interessante. Spero che vi piaccia anche a voi...
Come sarebbe vivere in una città che abbia inglobata nei suoi riflessi un'altra città? Entrarne attraverso come Alice fece con lo specchio... saltare da un angolo all'altro su le onde concentriche dell'acqua. Riversarsi sul fiume ed ammirare un cielo diverso. Sentire il bussare delle colombe che bevono. Vedere la città scomporsi e ricomporsi dopo il viavai delle automobili.
Finalmente è l'alba di un nuovo giorno. Si apre il sipario. L'opera che danno stamane sarà forse poco originale ma è sempre calda e confortevole. Ai miei occhi si apre un nuovo orizzonte fra nuvole bruciate dal sole e punte di oro sulla superficie del mare. Sono ancora più felice della mia regione che si isola per comprendere, che la separa dalle altre un filo di mare...Libera, bella ed indipendente.
Dopo aver letto un articolo sugli stimoli ambigui mi è balenata in mente una domanda sul rapporto tra coscienza ed immagine... Qual è il meccanismo che permette di riconoscere un termine, un'immagine, un suono noti? E cosa succede quando si riconoscono? Visto che si creano due percezioni, come nel cubo di Necker, dove una si avvalora a discapito dell'altra... Una apre le porte al mondo reale o considerato tale per noi, l'altra la mettiamo da parte. Pensandoci un po' su, direi che le illusioni ci sono necessarie alla continuazione serena della nostra esistenza...
P.S.: Per questa nottata ho una lunga lista di ringraziamenti da fare. Ringrazio ilrene per avermi messo il germe della curiosità su questo post, reginadiquadri per la compagnia durante le riflessioni e la scimmietta di Paternò che ha avuto anche lei una parte notevole :)
a presto
Faccio uno strappo alla regola regalandovi una canzone di un mio amico cantautore, Enrico. Vorrei, e credo anche lui, conoscere il vostro parere, le vostre perplessità musicali e soprattutto un giudizio sul testo. Si tratta di due storie parallele e della felicità momentanea di un vecchio pescatore. Enrico scrive in proposito: 'l'uomo guardone: ci rispecchiamo tutti in questa figura. Fin dove si spinge l'amore? Quali sono i suoi limiti? E' lecito andare oltre la soglia del "normale"'. Le sue domande in parte sono anche le mie, quindi mi unisco nel chiedervi nuovamente cosa ne pensate...
P.S.: Cliccate sull'icona bianca a destra :)
Includo il testo a seguito.
E’ un bel mare silenzioso, nella barca sono solo.Qualche volta io ci dormo,ma quella volta piansi molto.
Un giovane rosso anche dalla vergogna guardava il nudo della sua donna.E per ricambiare quel sottile gesto il ragazzo chiedeva prima il permesso.Il permesso di fare di quel corpo soaveil soggetto dell’amore universale.Un corpo sull’altro alla riva del mare giuravano sesso senza negare.Che strano, io ero davvero commosso… abituato a vedere il cane che spolpa l’osso.Costretto a pensare all’ultima moglie:albero d’autunno, perdeva le foglie.Sono Gianni un marinaio che di notte pesca gente,nonostante la mia età sono sempre qui presente.Così mi sembrava il momento di andare,neppure un minuto oltre a spiare.
Spiare da allora non c’era il movente,nel cuore i ragazzi tenevo presente.E qui nel mio letto dopo tanto tempo,sempre più solo eppure contento.Contento di sapermi vivere dentro,lo so che è un po’ tardi ma non sono un santo.Lascivia mi amante tu ora vai via,ti chiamo domani per altra agonia.Confessati e senti quest’aria che esplode,è amore compresso per tutte le mode.Sono Gianni un marinaio che di notte pesca gioie, nonostante la mia età posso dare ancora un cuore.Ma quella mattina comprato il giornale,vedevo l’amore in scontro mortale.In foto giaceva per terra il suo corpo,la giovane donna finiva il suo mondo. Le lacrime forti e ininterrotte scorrevano amare per la ria sorte. Leggendo, stupito in manette l’amante, di lei anche era fratello di sangue. Voleva sposarla davanti al Signore, lei dissentiva con grande ardore. Allora sentendosi colpito in centro, sceglieva il momento…il più tremendo. Sono Gianni un marinaio che di notte pesca gente, nonostante la mia età sono sempre qui presente. E’ un bel mare silenzioso, nella barca sono solo. Qualche volta io ci dormo,ma quella volta piansi molto. ENRICO SCARDINA