"RACCONTAMI UNA STORIA"
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Oggi su Le Scienze c'era un'articolo che parlava del senso delle parole e diceva che il cervello percepisce gli errori dopo 200 o 300 millisecondi dalla parola inaspettata.
Diceva inoltre che non solo è capace di riconoscere gli errori grammaticali, ma anche di percepire se quello che viene detto è coerente con ciò che ci si aspetta dallo speaker. Il linguaggio non solo come mezzo per facilitare un mero scambio di informazioni, ma come collante sociale.
Quindi in un certo senso il nostro cervello non vuole imprevisti, o meglio tende a ridurre tutte le informazioni nella maniera più semplice possibile. Questa sarà una capacità acquisita dallo sviluppo del pensiero e dalla propensione a idealizzare le cose in concetti analitici puri.
Un cervello ottimista...
Ieri leggevo che i bambini nascono con una base di conoscenza trasmessa per via genetica.
Hanno quindi un sapere di base ma pochissima esperienza (se non prenatale).
Cos'è che ha apportato nuove esperienze e conoscenze all'uomo se non un bel viaggio?
Il tema del viaggio, fisico o mentale, è stato forse quello più usato nella letteratura e forse nella cinematografia.
Infatti, al ritorno quello che ci dà più soddisfazione è il rivivere e raccontare ciò che abbiamo "appreso".
Immaginate un viaggio senza ritorno: da piacevole diventerebbe un'ossessione!
Cosa riportò, d'altronde, a casa Ulisse al ritorno dalla sua Odissea? e Marco Polo? Isaak Borg al ritorno dal suo giubileo professionale in "il posto delle fragole"?
Mi verrebbe da immaginare un viaggio senza ritorno, ma ancora è presto...
Vi chiedo solo: "Ma perché oggi che abbiamo più opportunità per viaggiare non sappiamo più osservare quello che ci circonda?"
Oggi uscendo di casa per recarmi al lavoro ho scordato le chiavi.
Domani scorderò che lavoro facevo.
Dopodomani scorderò dove abitavo.
Il giorno successivo scorderò chi erano i miei avi ed i miei genitori.
Il penultimo giorno scorderò chi ero io.
...e l'ultimo giorno qualcuno accenderà la luce e mi racconterà una bella storia.
Mi chiedo e vi domando: E se fossero anche i morti a domandarsi cosa stanno a fare lì?
Avete presente quando in una stanza affollata si crea quella situazione di silenzio che subito cerchiamo di combattere guardandoci negli occhi alla ricerca di quello che per primo romperà il dubbio?
Mii che silenzio! (come a voler coprire quell'atmosfera di imbarazzo e chiederci cosa ci stiamo a fare la senza comunicare?)
Sono un uomo: ed è già tanto.
Voglio scriverlo, soprattutto senza influenze esterne, capirne il senso e il divenire.
La terra è il mio sostegno, il mare la mia libertà ed il cielo la mia fantasia, loro sono il mio nutrimento. Il mistero mi affascina e la curiosità mi è compagna in questa impresa.
Vorrei indossare uguali panni per salvarmi dalle mode e dalle intemperie.
Sono i ricordi che mi assalgono la mente in furiose scorribande che devastano i miei sensi.
La testardaggine e la coerenza mi bacchettano a dovere. Forse ho detto pure troppo....e me ne pento,
lascio qui un mio commento
fasullo o veritiero
all'essere presente
per divago o perditempo
Chissà perche una parola come questa ha significati così contrastanti...
Se la prendiamo come verbo c'è da togliersi il cappello e mostrare il nostro pieno rispetto; se come aggettivo...:)
Inserisco qui alcune riflessioni di illustri pensatori (chissà quanto bisogna pensare per amare):
In amore, si comincia con la retorica e si finisce con la filosofia.
(Jacques Dyssord)
L'amore immaturo dice:"Ti amo perché ho bisogni di te."
L'amore maturo dice: "Ho bisogno di te perché ti amo."
(Erich Fromm)
In amore non ci sono reati né delitti; ci sono soltanto errori di gusto.
(Paul Géraldy)
L'amore è un lusso.
(Honorè de Balzac)
Anche l'amore è un lusso.
(Albert Camus)
L'amore è come le epidemie: più uno lo temo, più è esposto al contagio.
(Nicolas de Chamfort)
L'amore cessa di essere un piacere quando cessa di essere segreto.
(Aphra Behn)
L'uomo e la donna, l'amore, cos'è mai tutto questo? Un tappo e una bottiglia.
(James Joyce)
In amore, non c'è disastro più spaventoso che la morte dell'immaginazione.
(George Meredith)
"Chi dice che l'arte non deve propagandare dottrine si riferisce di solito a dottrine contrarie alle sue."
(Jorge Luis Borges)
"Si può apprendere un'arte solo nelle botteghe di coloro che con quella si guadagnano da vivere."
(Samuel Butler)
"L'arte è fatta per turbare. La scienza rassicura."
(George Braque)
"L'arte è tutta inutile."
(Oscar Wilde)
"Non ci sono libri morali e immorali. Ci sono libri scritti bene o scritti male."
(Oscar Wilde)
"Più l'arte è controllata, limitata, lavorata, e più è libera."
(Igor Stravinskij)
"L'arte non consiste nel rappresentare cose nuove, bensì nel rappresentare con novità."
(Ugo Foscolo)
"Arte significa: dentro a ogni cosa mostrare Dio."
(Hermann Hesse)
"In arte l'economia è sempre bellezza."
(Henry James)
"Il compito attuale dell'arte è di introdurre caos nell'ordine."
(Theodor Adorno)
Domandona del 17 Agosto: Che ruolo ha la percezione cinestesiaca sulla determinazione di un capolavoro?
Ossia: a parte il bagaglio culturale di una società, si può parlare di capolavoro in maniera assolutà e determinata? Come mai figure geometriche sono universalmente conosciute anche senza l'influenza di una società?
Innanzitutto Buon Ferragosto a tutti!!!!
Visto che le festività lasciano poco tempo a tutti, vi pubblico due brevi massime:
L'opposto del gioco non è ciò che è serio, ma ciò che è reale.
(Sigmund Freud)
Tutto ciò che è intelligente è già stato pensato; basta cercare di pensarlo di nuovo. (Johann Wolfgang von Goethe)
a presto...
Stanotte ho letto alcune poesie di Trilussa, ve ne lascio due brevi:
Rimedio
Un lupo disse a Giove: - Quarche pecora
dice ch'io rubbo troppo... Ce vò un freno
per impedì che inventino 'ste chiacchiere... -
E giove je rispose: - Rubba meno.
Felicità
C'è un ape che se posa
su un bottone de rosa:
lo succhia e se ne va...
Tutto sommato, la felicità
è una piccola cosa.
Già, proprio così...
Chissà in quanti stanotte osserveranno il cielo, scrutando il minimo sfarfallio di stelle nella speranza di una caduta. Attenzione che non vi caschino addosso!
Un pò per ritornare all'immaginario collettivo: in molti , infatti, pensano che portino fortuna.
Sarà perchè molte mitologie credono che le stelle siano i morti assunti incielo; per gli ebrei ad ogni stella è legato un angelo; l'aureola di Maria, madre di Dio, aveva un aspetto di corona di stelle. E' un simbolo di Cristo " la stella splendente del mattino" (Apocalisse 22,16). Chi non ricorda la stella di Betlemme, raffigurata da otto raggi e guida per i tre Magi. In Cina, ad ogni Capodanno ogni persona faceva un sacrificio in onore della sua <<Stella>>. La stella a 6 punte era considerata il sigillo del re Salomone e lo scudo di Davide (stella di Davide). I modi di dire del linguaggio popolare, quali << essere nati sotto una buona stella>>, o<< essere nati sotto una cattiva stella>>, rinviano a idee tipiche dell'astrologia popolare. Il vedere le stelle per alludere allo stordimento causato da un forte dolore fisico.... A presto
P.S. : attenti! le stelle cadenti sono anche viste come annunci della fine del mondo :)
Cosa permette di ridefinire all'interno di un individuo il giusto messaggio percepito? Basta la perfetta conoscenza di un codice a stabilire l' esatta proposizione di un messaggio? E' giusto manovrare, nel bene o nel male, le coscienze? E' corretto che il sistema televisivo propone sempre più l'omologazione di massa? Come ci possiamo difendere?
Queste domande rappresentano ciò che in più occasioni mi sono chiesto, mi piaceva leggere alcune vostre considerazioni in proposito.